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Dub Sync (Intervista)

Filed under: Interviste | Data: 14/10/2008

Il progetto Dub Sync, con Madaski (Africa Unite) al mixer e devices elettronici, Paolo Baldini (Br Stylers, Africa Unite) al basso, e Papa Nico (Africa Unite) alle percussioni è decisamente più di un side project electro dub di pregiatissima fattura. Andiamo a scoprirlo proprio attraverso le parole di Madaski…

Nato da una costola degli Africa Unite, DubSync non puo’ che guardare, per suono ed attitudine, oltre i confini italiani. Del resto bisogna ammettere che progetti di questo spessore sono merce rara dalle nostre parti.
I violenti ed oscuri beat electro dub di Madaski fanno da poderoso elemento strutturale ai groove di basso di Paolo Baldini ed alle percussioni di Papa Nico. Il risultato, arricchito di dubplates assortiti e featuring di eccezione (Zion Train, Dubital…), è una vera e propria bomba in grado di regalare tutta la sua potenza soprattutto nella dimensione live. Per chi preferisse invece mettere a dura prova il proprio impianto domestico è comunque disponibile un doppio cd dal titolo Dub Ex Machina (distr. Venus) di cui si può scaricare gratuitamente un estratto dal sito www.thedubsync.com.

-Come nasce la “creatura” Dub Sync?

Il tutto nasce nel 2005, prima che gli Africa Unite cominciassero la lavorazione dell’ album Controlli. Io, Paolo Baldini e Papa Nico abbiamo cominciato ad improvvisare, a divertirci su loop costruiti da Paolo Baldini o appartenenti al repertorio degli Africa Uinite o BR Stylers. Possiamo quindi dire che tutto il progetto è nato quasi per caso, just for fun….

E’ innegabile un certo rapporto di complementarietà tra Africa Unite e DubSync…

Effettivamente gli elementi sono praticamente gli stessi. A volte nei live si aggiunge anche Bunna (main vocalist degli Africa Unite .nda) a cantare, quindi è chiaro che tra le due realtà ci sia un rapporto piuttosto stretto, anche se musicalmente la posizione è piuttosto diversa.
The DubSync osa spingersi all’ interno di territori in cui gli Africa Unite non si sono mai potuti avventurare più di tanto. Gli Africa Unite sono una reggae band che, se dovesse cimentarsi con suoni cosi’ estremi, snaturerebbe troppo la sua impostazione. Con il progetto DubSync invece non vogliamo porci nessun limite..

Cosa vi ha spinto a mettervi ancora una volta in gioco?

Ci ha dato lo stimolo la voglia di ri-cominciare sempre da zero. Certo in questo caso possiamo davvero dire che l’abbiamo fatto seriamente! Abbiamo suonato in qualsiasi posto, dalle situazioni più piccole ai grandi palchi: centri sociali, club.. ovunque! Abbiamo macinato in furgone migliaia di chilometri, veramente “alla vecchia maniera’’.

Il progetto ha un taglio ed un appeal decisamente internazionale. A tal proposito che reazioni sta avendo il pubblico italiano, sicuramente poco abituato ad approcci come il vostro?

Ottima,direi. Il pubblico italiano serio, quello preparato ed appassionato si diverte! Si tratta di un pubblico che è in grado di distinguere un buon progetto da un pessimo prodotto costruito a tavolino. Nel nostro caso poi ai concerti balla e si scatena perché il nostro live è molto improntato sulla dimensione fisica. DubSync ha un approccio molto dance. Il coinvolgimento del pubblico durante i nostri live è impressionante: tutti ci vengono dietro nel crescendo di suoni che andiamo a proporre ogni volta sul palco. Spesso ci capita di suonare anche 3 ore di fila…

Come vedi il pubblico dei DubSyc rispetto a quello dagli Africa Unite?

Simile in molti casi, anche se forse un po’ più giovane ed ampio a livello di gusti. Del resto bisogna considerare che confluiscono all’ interno del seguito di DubSync i fan personali di Madaski, che a volte non vedono cosi’ di buon occhio il reggae più roots ma non si tirano indietro di fronte all’elettronica più ‘sparata’, anche se colorata di dub. Chiaramente il bacino di utenza è inferiore a livello numerico,ma sono certo che crescerà. Molto.

Come sta andando il disco?

Siamo soddisfatti. E’ piuttosto scaricato, sia dal nostro Myspace che dal sito ufficiale www.thedubsync.com. In realtà solo il primo dei due cd è in free download. Per avere anche il secondo bisogna acquistarlo. In ogni caso le vendite sono discrete, se non altro rispetto al periodo ed al genere! Abbiamo distribuito 2000 copie. Non possiamo lamentarci, per ora…

E’ stata secondo te quindi una scelta azzeccata dal punto di vista promozionale quella di decidere di rilasciare molte tracce in free download?

Credo proprio di si…

Avete lavorato con importanti realtà del dub, ad esempio Zion Train. Volete rivelare ai lettori qualche altra collaborazione interessante che avete in cantiere?

Vedremo! Tutto cresce abbastanza in fretta. Stiamo cercando di affrontare i palchi dei club europei…poi una collaborazione con il “Professore Pazzo” (Mad Professor, con cui Madaski ha già lavorato ai tempi de “Il Gioco” con Africa Unite .nda) potrebbe essere molto interessante! Per ora un altro remix con Zion Train si puo’ già ascoltare dal nostro Myspace….

Avete in progetto la realizzazione di un video ufficiale
?

Si ,tra poco,quest’inverno…

Quali sono le vostre aspettative per i mesi a venire?

Molte date nei club italiani a partire da Novembre. Good Vibez and so on….



+Photo 1,2,3,4 © Elia Falaschi++
+Photo 5,6,7 © Anthony Stringer++

Posted by: Simone Ferraro


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