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Gopher aka King Bleso (Intervista)

Filed under: Interviste | Data: 04/03/2008

Presente sulla scena in modo tanto rilevante quanto discreto fin dai primi anni novanta, Gopher aka King Bleso (al secolo Dario Troso) racconta ai lettori di Ghettogrooves.com del suo nuovo progetto: il mixtape ‘Ravana!’

La sua è una biografia eloquente, che contribuisce a definire i tratti di un attivo, valido ed appassionato esperto di cultura black. Nato a Lecce, vive tra la sua città natale e Bologna. Proprio a Bologna fonda nel 1990 Isola Posse All Star, fra le prime crew del panorama italiano. Nel 1994 dalle ceneri dell’Isola Posse nascono i Sangue Misto, al cui primo, unico e fondamentale album ‘SXM’ Gopher contribuisce con la traccia ‘La parola chiave’. Nello stesso anno entra a fare parte dell’organico dei Sud Sound System. Dal 2002 continua il percorso musicale dedicandosi ora a progetti Hip Hop (Neo-ex con Kaos – 2002), ora a progetti prettamente Funk (con lo pseudonimo Unto Ke).
La sua importate passione per la black music lo spinge ad aprire nel 2004 a Bologna il Wastasi Shop, rivendita di dischi, libri e riviste a tema. La sua prima esperienza con il negozio non si conclude nel migliore dei modi: durante l’estate il tetto dello shop crolla, costringendo Gopher ad un forzato stop. Il tempo di prendersi una pausa, trovare i mezzi per rimettere in piedi l’attività, e nel 2007 il negozio riapre: come gustoso corredo promozionale esce anche il suo primo mixtape ufficiale.
‘Ravana!’, 35 rare ed esclusive tracce di funk, reggae, disco ed hip hop.

Una delle cose che maggiormente colpisce è il fatto che un personaggio come Gopher, che ha passato la sua vita in mezzo ai dischi, abbia aspettato così tanto tempo per fare uscire un mixtape ufficiale. Gli chiediamo delucidazioni in merito.

In realtà avevo già fatto uscire un mixtape, di quelli su cassetta, nel 1998. Si chiamava ‘D-Wizard mixtape’, ma fondamentalmente ha girato solo in Puglia. In effetti non mi sono mai addentrato nella questione mixtape, più che altro perché ho sempre preferito produrre delle cose mie. Non ho mai creduto molto nell’idea del mixtape, perchè ritengo che solo pochi siano i prodotti validi all’interno del genere. Troppo spesso si fanno delle gran selezioni di materiale che uno alla fine può tranquillamente ascoltare per i fatti suoi o durante una serata. Pochi ci mettono qualcosa di veramente originale e valido, che è quello che secondo me poi ti spinge a comprare il prodotto. Io ho solo umilmente cercato di lanciare il mio negozio con una selezione di tracce che mi piacciono e che rispecchiano l’atmosfera e gli intenti dello shop. Quanto alle selezioni l’idea è quella di racchiudere nel mixtape selezioni di Black Music a 360 gradi, ma con un occhio di riguardo per il funk, ovviamente! Per il resto come parte di un processo creativo il mixtape non lo considero molto.

Quando gli chiediamo quali siano i pezzi del mixtape di cui va più fiero risponde con l’inconfondibile piglio del grande appassionato, sfoderando un breve elenco di titoli a dir poco stuzzicanti.

Non saprei… sono fiero di aver giocato con l’accappella degli Organized Konfusion su un loop e un ritornello del grande Mulatu Astatke, così come in genere tutta la scelta dei brani funk. In particolare sono molto fiero dell’iniziale Boobie Knight e Ogyatanaa Show Band dal Ghana. Inoltre permettetemi di segnalarvi la versione roots reggae di ‘Mango meat’ dei Mandrill, che con gli In-Crowd diventa ‘Mango Walk’: secondo me uno degli esempi migliori di contaminazione tra soul e reggae.

‘Ravana!’ – come da copione – racchiude quindi molte chicche e molte rarità. Ma quale è il suo giudizio sul panorama attuale della musica Hip Hop?

Guarda, a dire il vero mi sento abbastanza al di fuori. Come cerco di dire spesso ultimamente
ho l’impressione che il panorama Hip Hop sia completamente spaccato in due: da una parte la roba da deficienti tipo 50 Cent o Chingy, dall’ altra cose più serie come Camp Lo, Boot Camp Click, Pharaohe Monch e tanti altri!
Ad Harlem ho visto un poster grande quanto tutto un palazzo con su scritto ‘Ban 50 cent, Save Children & Hip hop..’( ‘Bandite 50 Cent, salvate i bambini e l’hip hop’). Questo secondo me è un forte messaggio Hip Hop, che la gente dovrebbe seguire.

Se poi mi chiedi della scena italiana allora mi cogli davvero impreparato! Ci sono di sicuro dei rapper validi in giro, però io sono un pò al di fuori, come ti dicevo. Detto sinceramente la mia sensazione è che l’aspetto umano, relazionale e musicale sia un po’ carente dalle nostre parti…

‘Ravana!’ è un mixtape totalmente autoprodotto ed auto distribuito. Gli chiediamo, da operatore del settore, della sua decisione di non rivolgersi ad alcuna etichetta e della sua visione del mercato discografico attuale. Ne emerge una posizione alquanto critica e disincantata.

Ho deciso di autoprodurre perchè non credo che a qualche etichetta possa interessare produrre un mixtape del genere. In generale diciamo che non so bene cosa cavolo interessi fare alle etichette… ma, soprattutto, esistono ancora le etichette? Non escluderei – tra qualche tempo – di poterla scaricare da internet un’etichetta! Mi raccomando, avvisatemi se succede!
Io faccio le cose in maniera molto istintiva, mi piace una cosa e cerco di tirarla fuori con le mie forze. Quasi tutte le volte che ho lavorato con le etichette mi sono trovato malissimo.
Certo non voglio che si pensi che non simpatizzi per le etichette indipendenti: le supporto totalmente a prescindere dal genere di cui si occupano. E’ fondamentale che esistano e sopravvivano! Ho solo l’impressione che tutta questa frenesia che ha la gente ha di scaricare tutto non vada tanto a discapito delle Major quanto delle etichette piccole. Forse mi sbaglio, ma ho l’impressione che il cosiddetto ‘download selvaggio’ danneggi soprattutto chi autoproduce un lavoro. Chi si autoproduce un disco magari riesce a venderne solo 50 copie perchè tutti lo scaricano, oppure – peggio- lo mette in vendita a 0,99 al brano e lo comprano solo in 7 persone!
In Italia poi, come al solito, siamo messi molto male. Uno, piuttosto che dare 0,99 per comprare una canzone, è capace di scaricarla, magari a bassissima qualità …

Nonostante questa visione pessimistica del panorma discografico italiano ci viene comunque voglia di chiedere se, in fondo, non sia soddisfatto della sua nuova creatura, del suo primo mixtape ufficiale…

Soddisfatto è un parolone! Come si fa ad essere soddisfatti in una situazione come quella che ti dipingevo prima? Son tutti pronti a dire “spacchi qui, spacchi lì”, poi quando si tratta di supportare una situazione (non parlo per forza del mio mixtape) non c’è più nessuno! Detto questo il mixtape è una creatura strana: in fondo rimane una raccolta di pezzi fatti da altri e non ci si può illudere di venderne più di tante copie…

Prima di concludere gli chiediamo di fare un tuffo nel passato: nella sua vita ha partecipato a moltissime realtà e progetti diversi (Sangue Misto, Sud Sound System, Isola Posse All Stars, Neo ex…). Gli chiediamo a quale delle sue passate esperienze sono legati i ricordi più belli e quale città, fra Lecce e Bologna, abbia contribuito maggiormente alla sua crescita artistica.

Diciamo che sia Bologna che Lecce hanno contribuito alla mia crescita artistica, anche se in maniera diversa. Certo che se mi soffermo a pensarci forse ha contribuito a formarmi maggiormente Bologna.
Per quanto riguarda le situazioni ed i ricordi più belli … la scelta è difficile!
Sono legato a moltissime situazioni. Tra le tante che hai citato, però, devo dire che sono molto legato ai ricordi più lontani, forse perchè inizio a farmi vecchio: quelli della crew dell’Isola Posse All Star, di tutte le nostre storie personali, della nostra amicizia…

E per quanto riguarda il futuro…

Al momento sto producendo un EP dub-jazz con il nome di King Bleso che uscirà a Maggio. Sempre black music a 360 gradi, è la mia missione.

++Wastasi Presenta Ravana!++

Posted by: Simone Ferraro


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