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La Rumeur

Filed under: Profili | Data: 28/01/2007

La Rumeur, crew dell’ Île-de-France dal suono oscuro e massiccio, è probabilmente uno dei gruppi che più ha fatto discutere in Francia per il radicalismo delle proprie posizioni.

Attivi dal 1997 hanno sfornato parecchi singoli prima di pubblicare il loro primo album “L’Ombre sur la mesure” nel 2002, seguito nel 2004 da “Regain de Tension”. Il secondo album esce per la loro etichetta La Rumeur Records in seguito a contrasti con la precedente label, la major EMI, che diventa esclusivamente distributore dei loro lavori.
I due più carismatici componenti del gruppo sono Ekoué ed Hamé, rispettivamente in possesso di notevoli competenze in scienze politiche e di un diploma in storia del cinema. Gente che, in un modo o nell’ altro, ha studiato. Gente che però arriva da situazioni di disagio. Gente molto, troppo pericolosa, quindi. Se non altro per Nicholas Sarkozi, ministro degli interni francese . Ma andiamo con ordine…

La Rumeur è considerata come una delle crew più ortodosse del rap francese. Non solo decidono di rifiutare qualsiasi “ammorbidimento” delle loro liriche per andare incontro alle esigenze del mercato discografico, ma decidono anche di rifiutare qualsiasi supporto da parte dei media istituzionali di più larga diffusione perchè ritenuti – per essere eufemistici – poco affidabili. Diffondono il loro messaggio con le liriche, con il passaparola, con l’effetto che le rime ed i beat sortiscono sull’ uditorio durante le jam ed i concerti.

Usano il brusio . “La rumeur” del passaparola, appunto.
Potremmo definirli alfieri di quella tradizione underground suburbana che il rap, nella sua veste piu’ vera, dovrebbe sempre rappresentare.

Se spesso disdegnano le testate giornalistiche piu’ istituzionalizzate non si può certo dire che non amino sfruttare il poteziale comunicativo della carta stampata; hanno infatti deciso, fin dagli esordi, di mettere in vendita insieme ai loro dischi una fanzine: La Rumeur Magazine.
All’ interno del primo numero della rivista compare un articolo in cui vengono denunciate le condizioni di disagio dei ghetti periferici e vengono accusate in modo esplicito le forze di polizia francesi per abusi nei confronti di cittadini “colpevoli” in primo luogo, a prescindere da illeciti eventualmente commessi, di essere figli di immigrati. Il risultato è che il ministro degli interni Nicholas Sarkozi (tristemente conosciuto per le successive e drammatiche esternazioni che hanno portato alla rivolta delle banlieue del 2005), probabilmente turbato dalla lucidità analitica dell’ articolo e dal taglio estremamente sovversivo dello stesso, decide di denunciarli per “diffamazione pubblica nei confronti della polizia nazionale”.

La pubblicazione dell’ articolo segna l’inizio di una vera e propria odissea giudiziaria dalla dirompente eco mediatica che si conclude solamente nel giugno del 2006.
Insomma, anche La Rumeur – come altre crew hip hop militanti – diventa un simbolo di quella libertà di espressione troppo spesso soffocata a livello mediatico ed istituzionale. Che le posizioni espresse da Hamè – l’autore dell’ articolo in questione – fossero assolutamente radicali è fuori discussione, ma questo non puo’ in alcun modo giustificare che vengano posti dalle istituzioni statali vincoli alla liberta’ di espressione individuale. Soprattutto nell’ ambito della denuncia sociale.

Stando alle poche informazioni pubblicate sul sito ufficiale La Rumeur dovrebbe sfornare un nuovo documentario in dvd ed un album in tempi molto brevi. Per ora, nell’ attesa, non posso fare altro che consigliarvi di dare uno sguardo a questo video estratto dal loro primo album “L’Ombre sur la mesure”.

Posted by: Simone Ferraro


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