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L’Atlas

Filed under: Profili | Data: 09/01/2010

L’Atlas, nato a Tolosa ma da sempre vissuto a Parigi, è uno street artist alla ricerca di un linguaggio universale di cui la millenaria cultura araba e mediterranea sia una componente essenziale. Incolla i suoi lavori su manifesti pubblicitari ad intaccarne la funzione originaria, traccia bussole sull’ asfalto della citta’ per orientare i passanti…

Il suo approccio alla street art subisce una svolta nel momento in cui decide di recarsi presso due calligrafi, uno in Egitto e l’altro in Marocco, che lo introducono alla millenaria ed affascinante arte della scrittura ornamentale, della calligrafia. Si stabilisce da loro per alcuni mesi e viene lui trasmessa quella dottrina che arricchirà e condizionerà la sua produzione artistica. La sua attenzione per la grafia, per i caratteri, lo porta ad interessarsi non solo alla scrittura araba ma anche a quella ebraica e greca. In seguito a questi eventi la sua arte si libera ed invade, accompagnata da una forte carica politica, le strade dell’ europa.

Con scotch, manifesti, spray, pennelli si esprime sui muri e sui marciapiedi. L’attitudine è quella del writer, il prodotto è qualcosa in grado di superare stili e tecniche del graffiti writing .

Street art allo stato puro. Puro segno sul muro.
Il suo approccio è “calligrafico” nel senso più stretto del termine. Quello che lui riproduce vuole essere “Scrittura Urbana” frutto di una precisa riflessione estetica. Se siamo quindi vicini all’ attitudine del writer che produce “pezzi” e tag dal e per il contesto urbano siamo comunque distanti dalla sua emotiva ed irrazionale urgenza comunicativa: L’atlas sembra razionalizzare e storicizzare la street art.

In una bellissima itervista rilasciata al semestrale Defrag nel 2005 bene emerge la sua poetica e il suo spessore artistico:

“Ho sempre avuto un problema con le raffigurazioni. Ho troppa ammirazione per il mondo per pretendere di volerlo riprodurre in un quadro. Credo che se l’uomo e’ la creazione di Dio, la scrittura e’ sicuramente quella degli esseri umani.”

“Per linguaggio universale intendo un linguaggio scritto che sia capace di evocare qualcosa a livello formale e di nascondere qualcos’altro dal punto di vista del senso..”

“..per me la calligrafia rappresenta un’ energia universale che oltrepassa le civiltà e attraverso queste diviene il pensiero per eccellenza dell’ essere umano..”

“Come uomo vedo nella città un labirinto in cui lo Stato cerca di fare perdere i suoi cittadini[..]Nella città la bussola (uno dei soggetti ricorrenti delle sue opere .nda) rappresenta lo strumento che aiuta il passante sia a ritrovare concretamente la sua strada, sia il suo cammino interiore.”

Se ancora non vi dovesse essere chiaro quello che produce L’atlas memorizzate alcune riproduzioni dei suoi lavori. Cercate di fissare nella mente Il suo tratto. Quando passerete da Parigi e vedrete con i vostri occhi un suo segno, capirete tutto.

++All photo © latlas.net++

Posted by: Simone Ferraro


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