M.I.A.
Filed under: Profili | Data: 31/01/2008
E’ un personaggio conturbante quello della performer inglese originaria dello Sri Lanka Mathangi Arulpragasam, meglio conosciuta come M.I.A.
Nata nel quartiere Hounslow di Londra, all’ età di sei mesi fa ritorno nella terra di origine dei suoi genitori, lo Sri Lanka. Figlia di un attivo ed importante militante dell’esercito Tamil (esercito per la liberazione della minoranza etnica Tamil che in Sri Lanka si contrappone alla maggioranza Singalese) trascorre tutta la sua infanzia vagando di città in città per sfuggire alle persecuzioni cui la sua famiglia, per ovvi motivi politici, deve andare incontro.
Rientrata a Londra con la famiglia come rifugiata politica ha modo di venire in contatto con l’arte e si iscrive al Central Saint Martins College of Art and Design dove studia arti visive; risalgono al 2002 le sue prime esposizioni di stencili e tele ispirate al movimento dei ribelli Tamil. Si tratta di opere dai toni violenti e dai colori accesi sprigionanti tutta la rabbiosa e consapevole femminilità dell’artista.
Parallelamente al suo percorso legato all’arte visuale, inizia a coltivare la passione per la musica grazie agli stimoli offerti dal sound di Public Enemy, Big Daddy Kane e Roxanne Shante. I suoi testi mirano spesso a sensibilizzare sui divari economici globali. Il principale obiettivo della sua musica è quello di sfruttare le differenze estetiche fra immaginario orientale ed occidentale per creare un prodotto artistico paradossalmente in grado di unire le culture fondendone i più diversi ed apparentemente inconciliabili aspetti.
Un atipico ed originalissimo miscelarsi di fresca world-music, estetica orientale, look urban eighties e ritmi da suburbia londinese rendono la musica e la figura di M.I.A qualcosa da non sottovalutare. Il suo secondo album ‘Kala’- cosi’ come l’altrettanto interessante album del 2005 ‘Arular’- racchiude un impressionante quantitativo di tracce dal l’appeal ethno- grime: un buon modo per avvicinarsi ad un personaggio molto interessante dell’attuale panorama musicale globale.

Posted by: Simone Ferraro




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